Banda adesso e palo in frasca. Titolu.

La prima notizia è che NON sono congelato. Il tempo in Germania è stato clemente ed ho ancora sensibilità in ogni arto. Dopo questa doverosa rassicurazione riguardo le mie condizioni di salute passo senz’altro all’argomento del diario di oggi che è…che è? Entra e lo scoprirai, o ignaro visitatore del diario… Boh, in realtà non lo so bene! Ho guardato il calendario ed ho visto che tra poco è dicembre. Sono andato a fare la spesa ed era già tutto pieno di pandori e panettoni, pensa te. Mi è venuta voglia di fermarmi un attimo, forse perchè non c’è stato modo di farlo in questi ultimi mesi durante i quali, come mai in passato, abbiamo condensato momenti musicalmente tra loro abbastanza diversi in un lasso di tempo relativamente breve (per questo a volte sbaglio dei congiuntivi oppure mi si rimpicciolisce un occhio. Non fateci caso.). Dopo la realizzazione del nuovo disco siamo passati dai concerti estivi fino alla “creazione” del tour nei Palasport (non esattamente una passeggiata, non avevamo mai avuto a che fare con scenografie, costumi e quant’altro; inoltre, avendo il piacere di ospitare un altro musicista sul palco, l’esigenza del ritorno in sala prove si è abbattuta ancora su di noi…ma per avere Clemente Ferrari questo ed altro!!!); prima dei palasport c’era stato il tour ultra-minimalista nelle Feltrinelli e FNAC, che aveva richiesto ulteriore lavoro di cesello per adattare gli arrangiamenti mentre alcuni di noi, i più stakanovisti e competenti nell’uso della favella, son stati chiamati a riempire le sporadiche pause con un incessante tour radio. Infine…adesso. Cioè l’estero, con una nuova scaletta naturalmente ri-adattata alla bisogna. E taglia, e cuci, e tiraje ‘e gambe, e stendije ‘e gambe…ahahahah! Risultato? Bellissimo, soprattutto perchè siamo giornalmente gratificati da voi che scrivete, intervenite e, insieme a noi, “fate” il concerto. Indipendentemente da dove e secondo quale modalità questo si svolga. Anche solo con un sorriso, un coro, un applauso o una stretta di mano (quella dopo il concerto, magari…non durante!). Insomma, tutta questa pappardella per ribadire un concetto ripetutamente esposto nei precedenti post e che mi rende palloso, zuccheroso e monotono: è anche e soprattutto grazie a voi, alla vostra energia positiva ed al vostro affetto che sembriamo ancora dei ventenni saltellanti. No? Trentenni? Nemmeno…Ok, degli attempati rincoglioniti, però allegri, felici ed assai saltellanti! Quindi approfitto del mio momento di riflessione (che vi aspettavate, il senso della vita?) per inoltrare il seguente annuncio a reti unificate: che ci abbiate visto quest’estate a Longobucco o quest’autunno a Roma, se eravate a Bari alla Feltrinelli o sintonizzati ad una delle decine di radio dalle quali veniva annunciata la nascita di “Ottavio”…grazie mille! Il nostro modo di ricambiare sarà il solito: suonare, suonare, suonare. Da gennaio di nuovo in Italia. Intanto, per tornare all’inizio del discorso, siamo all’estero. Abbiamo fatto quattro date, ne restano altre cinque che speriamo ci facciano divertire come quelle appena passate. Questi concerti in terra straniera sono per noi molto gratificanti, specialmente perchè ci sembra di riuscire a trasmettere lo spirito della banda anche ad un pubblico che magari non ci conosce, o ci conosce poco, oppure che ormai ci conosce e ci apprezza ma che comunque non capisce bene la nostra lingua. D’altro canto poi siamo così fortunati da avere dei seguaci italiani così magnificamente devoti alla causa che li abbiamo visti intenti a tradurre i testi per gli indigeni…e allora cosa altro possiamo dire?! Un abbraccio quindi anche a tutti gli amici che hanno avuto il privilegio di assistere alle fantomatiche presentazioni in tedesco del nostro Erriquez, preoccupatissimo dal rincorrersi incontrollato di rumors riguardo una possibile turnè della banda in Azerbaijan (dove, come è noto, si parla l’azero che per l’appunto è una delle poche lingue che il nostro non conosce). Ma tanto prima abbiamo ancora Germania, Belgio, Lussemburgo, Spagna…c’è tempo per studiare, il Cantax ha già comprato i cd-rom, al solito! Ciao, e ancora grazie!

Di palo in frasca.

Tra aerei, soundcheck e birra la notizia ci è colpevolmente sfuggita…per fortuna il Dave Letterman Show viene replicato a dovere sul satellite ed ho appreso pochi istanti fa che, in quel di Portland, se ne è andato l’ultimo componente ancora in vita della Jimi Hendrix Experience, il batterista Mitch Mitchell. L’orchestra della cbs, per tutta la puntata, ha suonato pezzi di Jimi, in segno di rispetto. Il buon Dave ha, naturalmente, speso alcune doverose parole verso il compianto batterista, elemento fondamentale e portante di uno dei gruppi più influenti della storia del rock, raccogliendo l’applauso del sempre competente pubblico newyorkese. Immagino che in Italia sia successo lo stesso, con speciali e commemorazioni, un po’ come quando è morto il noto evasore fiscale pavarotti. No? Strano… Comunque, a parte questo, consiglio di ascoltare il prima possibile (e a tutto volume), in segno di lutto, almeno “Are you experienced?”, “Axis bold as love”. E poi rivedere l’incendiaria (eh, sì!) esibizione offerta dal fenomenale trio al Monterey Pop Festival. Se non li avete comprateli quanto prima e poi sostenete, anche sotto tortura, di averli sempre avuti ed amati. Altrimenti la dannazione eterna è inevitabile, al di là di quante ostie siete capaci di ingurgitare.

Saluti

p.s. berlusconi, ghedini, fini, calderoli, borghezio…loro stanno tutti bene, invece. Quindi non è vero che bestemmio troppo!

Archiviato in: — Nuto @ 23:34
Lo STORE della BANDA
Lo STORE della BANDA
La BANDA sui social network La BANDA sui social network La Banda su Youtube La Banda su MYspace La Banda su Facebook
Copyright © 2002-2012 bandabardò. All rights reserved. - credits Filarete