Domenica si vota. Forse
Mercoledì 9 Aprile 2008
Mi arrivano molte mail di amici che, come me, attendono la prossima consultazione con un senso di depressione misto a incazzatura, con spruzzatine di masochismo e consistente aggiunta di delusione esistenziale. Lungi da me il voler anche solo tentare di lenire tali sentimenti visto che, come detto, attanagliano tutti noi che speravamo perlomeno di ritardare il più possibile questo nuovo appuntamento col voto per non ritrovarsi ancora a dover soffrire delle (ormai) solite pene; mal comune mezzo gaudio. Tra l’altro, poche ore dopo la quasi certa incoronazione di Colui Che Speravamo Di Non Dover Rivedere, noi della banda ce ne partiremo per il Canada senza l’allegria che speravamo: infatti pare che la nostra domanda di asilo-adottivo inoltrata ad una famiglia Eschimese sia stata rifiutata a causa di Don Bachi, il quale non è ancora capace di imitare alla perfezione il verso della foca. Venerdì alle prove lo puniremo cospargendolo di olio di balena e lasciandolo da solo in corridoio a meditare: è solo per colpa sua che dovremo tornare in Italia invece che viverci la vecchiaia beatamente gozzovigliando in un igloo.
Comunque, tornando a noi, alcuni amici mi hanno addirittura chiesto via mail un parere e che, imitando l’inimitabile ed oggi compianto Montanelli, potessi illuminarli con la mia consueta lucidità consigliando loro le modalità con le quali turarsi il naso. Beh, cari amici, risponderò con un classico…”boh”. Perchè alla fine hanno, parzialmente, ragione tutti (tranne, naturalmente, quelli che votano per il piduista di Arcore).
Hanno ragione quelli che si turano il naso e votano il partito democratico (”cristiano” ce lo aggiungeranno fra un paio di mesi, altrimenti la gente gli vomita nell’urna e poi la consultazione non è valida). Costoro sono ben consci del fatto che il centrosinistra ha fallito fin dalla notte prima dell’ufficialità della “vittoria”, che fassino andava legato e non mandato in tv ad esultare visto che non c’era niente da festeggiare, che avrebbero dovuto denunciare quella legge assurda che garantiva l’ingovernabilità attribuendone a ragione la piena responsabilità a Berlusconi e tornare alle urne invece di farsi ingolosire da una effimera vittoria dimostrando come sempre una miopia politica sconcertante (guarda caso, è la stessa legge con cui voteremo domenica), che avrebbero dovuto far cadere il governo perchè qualcuno non voleva fare la legge sul conflitto di interessi o i DICO o la commissione su Genova ma, al tempo stesso, sostengono, sempre meglio che Berlusconi, Bossi, Fini, Calderoli, i neoexfascisti etc etc etc…ed in effetti è così, come negarlo? Come la dc era meglio dell’msi, senza ombra di dubbio.
Hanno ragione quelli che, dato per scontato la vittoria di Berlusconi, votano per “limitare i danni”. In questo caso, allora, alcuni pensano ad ingrossare le fila del maggiore partito d’opposizione al fine di rendere la stessa il più possibile “competitiva” in parlamento; costoro, lusingati dal “pareggio al senato” che potrebbe essere fautore delle cosiddette “scelte di responsabilità”, prediligono focalizzarsi sul breve periodo e si turano (ancora!!!) il naso in vista di un governissimo, dando segno di pragmatico eroismo; gli altri, più bestemmiatori e meno capaci di sopportare in eterno, sperano altresì che questo “limitare i danni” sia più comodamente riferibile al lungo periodo e quindi, di fronte a quello che pare essere un inarrestabile scomparire della sinistra italiana, un’orda di disperati “di sinistra” (ma si può ancora dire?) si riverserà a votare S.A (dato che il pd di sinistra non pare essere, al di là della questione del socialismo europeo). Anche costoro non potranno comunque esimersi dalla ormai canonica operazione tappanarici, vista la candidatura a premier a chi, nella scorsa legislatura, ha dato come unici segni di esistenza una crisi di nervi (se non gli avessero dato la presidenza della camera) ed un’uscita assai poco felice riguardo un insospettabile (fino ad allora) amore per i camerati della folgore, orgoglio d’Italia. Di Somalia un po’ meno. Aspettando, insomma, la messianica venuta di “qualcuno” che dica “cose di sinistra”, possibilmente senza avvicinarsi troppo a Dio come è successo al citato candidato (che forse troppa vicinanza a tale fonte non gli abbia mandato in ebollizione le sinapsi? ah, saperlo…). Insomma…aspetta e spera.
Hanno un po’ più di ragione del solito coloro che, come segno di protesta, non voteranno. Mi spiego. Io sono fermamente convinto dell’inutilità del non voto. Mai come questa volta, però, esso è stato valorizzato e pubblicizzato come segno di protesta verso una classe politica che si dimostra sempre più distante dalla gente, tanto da ignorare i risultati di un referendum e da costringere a votare con una legge probabilmente incostituzionale per candidati scelti senza poter esprimere una preferenza. Uno dei maggiori sostenitori di questa tesi scrive su un blog che è, notizia di oggi riportata dal Times, tra i 25 più frequentati al mondo e che è riuscito a mobilitare, soltanto attraverso la rete, molte più persone di quanto i vecchi parrucconi si aspettassero. Nonostante questo, resto convinto che questo non voto, per quanto “impegnato e ragionato”, perda quasi tutta la sua efficacia dal momento che risulta impossibile distinguerlo univocamente, senza interpretazioni, dal nonvoto menefreghista. A questo punto, vista la situazione, forse sarebbe meglio inventarsi qualcos’altro.
Soddisfatti? No, eh… Beh, non vi dirò certo come voto! Comunque, in tutta onestà (dando per scontato che sul centrodestra siamo tutti d’accordo e che quindi è inutile parlarne) penso che molti dei nostri problemi siano dovuti alla ricetta da anni proposta ed attuata dai leaders della (ex)sinistra italiana. Una ricetta profondamente sbagliata, un vero cul de sac dal quale sarà impossibile tornare indietro; l’abbraccio con i cattolici è, in Italia, mortale: troppo presente l’influenza vaticana, inevitabile perfino per uno statista dello spessore di DeGasperi che spesso non è stato che mero esecutore dei diktat vaticani; immaginatevi quanta indipendenza e laicità potranno garantire questi giovani virgulti… La laicità dello Stato non andrebbe mai barattata, nemmeno a costo di un Berlusconi. Non penso che candidare Enzo Carra o la Binetti aiuti ad avere leggi civili come i PACS o a trovare in farmacia la RU 486. Aiuta, invece, a creare un clima che permette ai carabinieri di irrompere in un reparto di ginecologia mentre si opera un aborto perchè qualcuno ha “soffiato” che esso era “fuorilegge”, in quanto “fuori tempo massimo”. Per me, con buona pace di chi la pensa diversamente, questo è inaccettabile e permea in maniera negativa la nostra società ancor più di quanto un uomo solo possa fare, per quanto pessimo egli sia. Al di là del fatto che sono sempre più evidenti le ambiguità di questi signori che dipingono il diavolo in campagna elettorale, agitano lo spauracchio per farsi votare come unici baluardi contro il Male ma poi, quando vanno al governo, non trovano il tempo di fare quello per cui sono stati votati. Sette anni, signori. Cinque più due. Rete quattro è sempre in chiaro. Comunque, Berlusconi a parte, rimango convinto che si è voluto “tirar dritto” con questa idea centrista tappandosi gli occhi di fronte ad esempi come quello spagnolo perfettamente applicabile in Italia al patto di volerlo fare. Non lo si è voluto fare. Zapatero è al secondo mandato, ha preso più voti della prima volta nonostante la chiesa spagnola abbia schierato i falchi e cercato di condizionare pesantemente le elezioni con interventi a gamba tesa. Questo da noi è stato quasi nascosto, da noi non se ne parla, la via è stata tracciata ed è chiaramente impensabile cambiare rotta e candidare un mister X con pochi punti fermi, che ne so…commissione per genova, pacs (o dico o che vi pare), istantanea abolizione delle leggi adpersonam, immediata legge antitrust e risoluzione del conflitto di interessi, vincolo del mandato onu per qualsiasi azione di peacekeeping, inquisiti fuori dal parlamento…. Roba che se da noi provi a proporla qualcuno sviene, ma che è normale in Spagna dove governa un partito socialista (socialista, non comunista mangiabambini). Da noi questi semplici, sacrosanti punti che ci farebbero andare a votare per una volta senza il maldistomaco, sarebbero dipinti e trattati da questi fautori della svolta al centro alla stregua di un diktat delle brigate rosse. Calma e gesso, barche a vela ed aspersorio. Benedizione e genuflessione, Fassino che solidarizza con Ruini e Rutelli che aspetta un cenno dalla cei per essere candidato. Inseguendo Berlusconi, appunto. Che, naturalmente, vincerà le prossime elezioni. Insomma, che fare?Resistere finchè questa generazione di “statisti” se ne sarà andata in pensione e non arriverà un sig. Calzolari candidato premier. Fra quanti anni? Ah, boh… Speriamo che il Bachi impari a fare la foca alla svelta…

