Diario

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Clericalismi

Luigi Tosti, giudice, condannato ad un anno di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici per essersi rifiutato di tenere udienze in aule con esposto il Crocefisso Vietata la registrazione video dell’udienza, richiesta dallo stesso imputato, che accusa le istituzioni di censura

Giovedì 21 febbraio presso il Tribunale penale dell’Aquila è stata emessa la sentenza di condanna nei confronti del giudice Luigi Tosti, al quale è stata inflitta una pena di un anno di reclusione ed un anno di interdizione dai pubblici uffici perché ritenuto colpevole di omissione in atti d’ufficio e interruzione di pubblico servizio.

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Oggi a pranzo ragionavo con il mio papà su come sia ingiusto che la chiesa non paghi l’ICI e su quanto questo possa costare ad ogni cittadino italiano. Poi, guarda che buffo il destino, mi sono imbattuto in questo bell’articolo preso dall’edizione online di Repubblica che, pur non parlando dell’ICI, si sofferma ad analizzare la ricchezza della chiesa. Oh, per onor di verità: sono molto meno ricchi di quanto può apparire qui! Avete idea di quanto costano gli avvocati? Con tutti i processi per pedofilia che hanno in corso è già tanto che non ce li ritroviamo a chiedere l’obolo porta a porta… (more…)

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w l’italia

La prima sentenza per i tragici fatti del G8 a Genova nel 2001 condanna 24 no global. Una sola imputata assolta, Nadia Sanna. Le pene variano tra i sei mesi e gli 11 anni. Dopo quasi sette ore di camera di consiglio, il tribunale ha più che dimezzato le pene proposte dell’accusa, comminando un totale di 102 anni di reclusione contro i 225 richiesti dai pm.

Massimiliano Monai, il giovane sorpreso in una fotografia mentre insieme a Carlo Giuliani - ucciso poco dopo da una pallottola sparata da un carabiniere - corre con una trave di legno all’assalto della camionetta dei carabinieri, è stato condannato a cinque anni solo per danneggiamenti. La Procura ne aveva chiesti nove. Contrariamente alle richieste dei pm, solo a un terzo degli imputati è stato riconosciuto il più grave reato di devastazione e saccheggio che prevede una pena compresa tra gli 8 e i 15 anni.

Per Marina Cugnaschi, che apparteneva a un gruppo anarco-animalista ed era accusata di aver fatto parte del blocco nero, i pm avevano chiesto 16 anni: il tribunale ne ha comminati 11. Quindici anni era la pena che la procura aveva chiesto per Francesco Puglisi detto Molotov, che aveva confessato d’aver lanciato più bottiglie incendiarie di quelle che gli attribuiva la Procura: è stato condannato a dieci anni e mezzo. Sentenze che, nonostante la forte riduzione rispetto alle richieste della procura, hanno “sufficientemente soddisfatto” i pm Anna Canepa e Andrea Canciani titolari dell’accusa.

Hanno contestato invece la sentenza del tribunale una cinquantina di no global che si sono riuniti in piazza de Ferrari, nel centro della città, proprio sotto le finestre del palazzo Ducale che sei anni fa ospitò i grandi del mondo. Hanno scandito slogan di protesta e mostrato uno striscione su cui avevano scritto frasi contro la polizia.

“Sono sconvolta”, commenta Haidi Giuliani, senatrice del Prc e madre di Carlo Giuliani. Il tribunale “ha giudicato i ragazzi come se fossero delinquenti abituali. Ribadisco l’assoluta necessità di istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta”. “Indegne” giudica le condanne il deputato di Rifondazione Francesco Caruso, mentre per Marco Rizzo dei Comunisti italiani è “una sentenza che profuma di vendetta sociale”. Il Verde Paolo Cento, sottosegretario all’Economia, aggiunge: “La contestazione dei reati di saccheggio e devastazione è capace di stravolgere la realtà dei fatti di Genova”.

Sull’altro fronte politico Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, replica: “Le forze di polizia risposero a questa furia incontrollata per assicurare l’incolumità dei cittadini e il rispetto dell’ordine pubblico”. E Francesco Storace le fa eco chiedendo che sia rimossa la lapide intitolata a Carlo Giuliani in Senato.

Il tribunale di Genova ha pure inviato gli atti alla procura perché valuti l’ipotesi di incriminare del reato di falsa testimonianza quattro ufficiali di polizia giudiziaria, due dirigenti della questura e due ufficiali dei carabinieri, che operarono in via Tolemaide dove fu ordinata la carica contro il corteo delle Tute bianche. Secondo i giudici, le loro deposizioni come testi durante il processo non sono state veritiere.

Restano ancora aperti i dibattimenti negli altri due processi avviati dopo i tragici fatti del 2001. I procedimenti contro l’irruzione alla scuola Diaz e le violenze nella caserma di Bolzaneto, si dovrebbero concludere la prossima estate. (La Repubblica)

Chissà perchè ho come il sentore che invece, alla fine, tutti quelli in divisa la faranno franca. Come aperitivo, se ricordate, ci raccontarono come incontestabile verità processuale che il carabiniere Placanica sparò in aria e che un sasso volante deviò il proiettile proprio in faccia a Carlo Giuliani. che ci diranno dei poliziotti travestiti da black block? E dei poliziotti che portano le molotov dentro la diaz? E delle torture di bolzaneto? Avremo chiarezza, sicuramente, e giustizia. Come per l’Italicus, Ustica, Piazza Fontana…. Non c’è più berlusca al governo ma l’allora capo della polizia oggi è braccio destro di Amato in un centrosinistra che non riesce a fare una cazzo di commissione d’inchiesta su genova (o a fare una legge sui DICO, o a far pagare l’ICI al vaticano, o a solo nominare il conflitto di interessi), siamo sempre più simili a quelle repubbliche delle banane che, almeno, hanno 30 gradi tutto l’anno ed il mare sempre tiepido… W l’Italia

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Operazione Cenerentola

Intro

Da quasi 20 anni non perdo occasione, insieme al mio caro amico Orla, di occupare il poco tempo libero lasciatoci a disposizione dalla ultra-stakanovista-neverendingtour-bandabardò per divertirmi insieme ad un gruppo di amici chiamati Crazy Mama con i quali celebriamo, per quanto ne siam capaci, le canzoni dei Rolling Stones. Con questi ultimi, tra un paio di giorni, torneremo ad esibirci al vecchio Bebop, posto piccolo ma dentro al quale fa sempre piacere rituffarsi; di quei pub dove sudano le pareti ed è divertente mescolare la chitarra alla birra e viceversa, senza stress e per la pura gioia di farlo. Il posto poi, essendo in pieno centro, è frequentatissimo da ragazzi e ragazze statunitensi che apprezzano molto le serate a base di Honky Tonk Women e Route 66! Un piccolo liveclub, insomma, tra l’altro gestito da alcuni amici che per amore della musica assomigliano sempre più a dei romantici Donchisciotte. I mulini a vento, per la cronaca, li fornisce direttamente il comune. Adesso vi spiego perché. (more…)

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family day (sic), 20 settembre e pedofilia

Copincollo dal sempre (a me) gradito blog del Grillo (Santo subito, altro che woitili)…

“12 Maggio 2007 Avignone non può attendere

Il palazzo dei Papi ad Avignone

La libertà politica è più importante dell’economia. Propongo quindi a Prodi di cedere l’Eni e l’Enel alla Francia. Sarkozy in cambio dovrebbe riportare il Papa ad Avignone. I Dico in quella felice nazione li hanno già e senza il Papato tra i piedi sono riusciti a fare la Rivoluzione. Non ci sono diritti civili da discutere. Tra il “Family day” e il “Coraggio laico” ci vorrebbe una terza via. Quella di uno Stato laico. Il Vaticano ha paura dei Dico e ha ragione. Se i preti gay fossero regolarizzati dove andremmo a finire? Se si sposassero con delle suore e avessero dei bambini? E lasciassero tutto quello che hanno a loro e non allo Ior? La bancarotta di San Pietro.

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