BONDO! BONDO!

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Se non conoscessimo la Bandabardò, ci sarebbe da gridare al miracolo: canzoni fresche, con testi intelligenti, ma mai supponenti, belle melodie italiane e influenze musicali mediterranee.

“Bondo! Bondo!” ne è la riprova: la Banda ha scelto di insistere sul suo lato più melodico, più “battistiano”, se vogliamo: le atmosfere sono più liquide, un po’ meno festaiole del solito, ma non è un difetto. Una scelta compensata da un lavoro sui suoni e sulle strutture musicali, che incorporano qualche elemento elettronico o qualche coloritura jazz. Il risultato è un disco che mostra un gruppo ancora in crescita, che si diverte a scrivere canzoni come “Sette sono i re” (politica ma non pedante) o brani quasi ska-dance come “Fine delle danze”, che indugia nella musica di derivazione gitana (”Gomez”) e che, soprattutto, sa divertire.

Un paragone? Forse proprio quel Max Gazzé che compare in “Pinto Stefano”, che fa tutt’altra musica, ma che ha lo stesso gusto per una piacevolezza non banale. In fin dei conti, come testimonia il “Riassunto” iniziale, la musica della Bandabardò è fatta di due cose: “passìon, adrenalìn”. Questo, e qualcosetta di più, trovate in “Bondo! Bondo!”. (Gianni Sibilla)

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