Blog

Giornata della Memoria

Condividiamo volentieri le parole del Prof. Montanari:

Oggi ricordiamo che il 27 gennaio del 1945 l’Armata Rossa scardinò i cancelli di Auschwitz. Non è un giorno dedicato a lezioni di storia, ma a un esercizio pubblico e solenne della memoria, cioè alla costruzione di un giudizio collettivo sul passato che impedisca che qualcosa di analogo torni ad accadere: «incredibilmente, è avvenuto che un intero popolo civile seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler è stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. E avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire» (Primo Levi). Non è un messaggio difficile da capire nel momento in cui la massima potenza economica e militare del mondo è guidata da Trump:

«un istrione la cui figura oggi muove al riso» che usa la violenza dello Stato contro i diversi. Non si tratta ogni volta di misurare le differenze con Hitler e il nazismo, ma di andare appunto al nocciolo morale della questione: la sostituzione del diritto con l’arbitrio, un uso ideologico della violenza contro gruppi di umani ritenuti meno degni di altri, il terrore come strumento politico.

Onorare le vittime della Shoah e del nazismo significa impedire che altri umani possano fare una fine analoga. Per questo, non citare la parola #Gaza nelle cerimonie ufficiali di oggi significa tradire la memoria di quelle vittime, e il senso stesso del Giorno della Memoria. Il Laboratorio ebraico antirazzista ha espresso questo concetto nel modo più limpido e coraggioso: «nel giorno in cui ricordiamo la fine di un genocidio, guardiamo a come fermarne un altro che è in corso». Ha scritto Natalia Ginzburg: «lo sono ebrea … Il dolore e le stragi di innocenti che abbiamo contemplato e patito nella nostra vita, non ci danno nessun diritto sugli altri e nessuna specie di superiorità.

Coloro che hanno conosciuto sulle proprie spalle il peso degli spaventi, non hanno il diritto di opprimere i propri simili con denaro e armi, semplicemente perché questo diritto non lo ha al mondo anima vivente». Ricordarlo, e ricordarlo oggi, serve ad evitare il terribile rovesciamento per cui proprio il #giornodellamemoria possa servire a coprire ciò che sta accadendo di nuovo.

No Comments

Post a Comment